Sport

Sport ciclico e aciclico

Quando parliamo di sport in generale, consideriamo uno svariato numero di attività centrate sul movimento e che sono definite da regole e componenti tecnico-tattiche altamente specifiche per ogni sport.

Gli sport presentano però, in alcuni casi, una serie di elementi di connessione e uguaglianza tra loro per quanto riguarda la componente fisica che è alla base si ogni attività che è centrata sul movimento. È importante in tal senso definire un macro-insieme che ci permette di classificare tali uguaglianze tra gli sport.

In particolar modo ci riferiamo alla classificazione di sport ciclici e sport aciclici.

Nel primo caso, sport ciclici, ci riferiamo a quelle attività centrate sul movimento che tende a ripetersi costantemente durante la prestazione. Un esempio di sport ciclico è la marcia o il ciclismo.

Inverso, è il discorso riferito agli sport aciclici, dove il singolo gesto si ripete non così repentinamente, ma abbinato ad altri gesti in base alle situazioni di gioco.

Altra differenziazione è data dall’impegno metabolico differente; nel caso dello sport ciclico infatti, l’impegno metabolico si differenzia a seconda della tipologia di prova; nel caso del nuoto, corsa fino ai 400 m o nel pattinaggio, l’impegno è prevalentemente anaerobico, poiché la durata totale è di pochi secondi. Diversamente invece per alcuni sport ciclici che hanno una durata introno ai 4-5 minuti, dove l’impegno metabolico è sia aerobico che anaerobico, come la corsa superiore agli 800 m, o la canoa o il nuoto superiore ai 200 metri.

Negli sport aciclici, dove la prestazione ha una durata molto elevata, avremo un impegno aerobico e anaerobico alternato, come nel basket, tennis o calcio. In alcuni sport aciclici come il salto o il sollevamento pesi, troviamo impegni metabolici altamente alattacidi, poiché necessita una maggiore espressione di potenza muscolare.