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Le Attività Fisiche Adattate

L’attività fisica adattata, meglio nota con la sigla APA, dall’inglese Adapted Physical Activity, sta ad indicare oggi un’area interdisciplinare che comprende l’educazione fisica, le discipline sportive, la riabilitazione funzionale e le scienze motorie al servizio delle persone con difficoltà. La storia delle attività fisiche adattate risale ai primi decenni dell’Ottocento, quando si adottarono dei provvedimenti a favore di alunni non vedenti e ipovedenti. Già a partire dal 1838 nella Perkins School for the Blind di Boston (USA) gli alunni non vedenti o ipovedenti avevano la possibilità di praticare attività fisica. Inizialmente essa consisteva in attività ricreative all’aria aperta, ma nel 1840 si trasformò in vere e proprie lezioni di ginnastica e di nuoto. Le caratteristiche attuali dell’APA comparvero, soltanto nella seconda metà del Novecento, quando Clermont Simard tentò di migliorare la vita degli anziani attraverso l’introduzione di un’attività fisica programmata e adattata alle loro esigenze . Il termine APA fu introdotto nel 1973, anno della fondazione della Federazione Internazionale di Attività Fisiche Adattate (IFAPA). Da queste attività nasce la cosiddetta Acquaticità Adattata. L’adattamento nelle APA consiste quindi nel “trovare soluzioni alternative che permettano di raggiungere gli scopi prefissati” . Gli adattamenti possono essere classificati secondo tre diverse ottiche:

  • sportiva: riguarda l’adattamento nello sport, che deve mantenere delle caratteristiche di base come la performance, l’allenamento e la pratica organizzata.
  • sociale: consiste nell’inserimento del disabile in reti sociali per procurare piacere nell’attività praticata (tempo libero).
  • psicomotoria: si rifà all’aiuto rivolto a quei soggetti che non sono in grado di scegliere autonomamente di praticare un attività fisica, affinché reagiscano e diventino attivi dimostrando soddisfazione personale.

Con questi termini si identificano i programmi motori svolti in ambiente acquatico con individui disabili, e di conseguenza i necessari adattamenti relativi alle strategie di insegnamento; le attrezzature, la comunicazione, i movimenti svolti, il modo di dare le istruzioni, di correggere e di pianificare la pratica. Altre applicazioni dell’ acquaticità per disabili sono meno educative e più terapeutiche, come l’ idroterapia, che utilizza mulinelli ed esercizi passivi. L’Idroterapia è un sistema di cura basato sull’acqua, il cui successo è dovuto non solo all’acqua in sé, ma soprattutto ai risultati ottenibili mediante l’applicazione sul corpo di stimolazioni, ottenute grazie all’intervento degli operatori. Un attività del genere è praticata nel centro della Lega Del Filo D’oro ad Osimo. Un’associazione con varie sedi in Italia dove curano , assistono, educano , riabilitano persone sordo cieche e pluriminorate psicosensoriali.  I programmi di acquaticità adattata utilizzano esercizi attivi solitamente praticati a terra, i quali vengono riproposti in acqua. Questi esercizi vengono adattati dai tecnici agli individui con disabilità acuta o cronica. L’ acquaticità adattata si basa  sulla filosofia di adattare la galleggiabilità e le attività ludiche alla necessità degli individui. Si tratta di un metodo parallelo all’educazione fisica adattata, e come tale prevede un insegnamento adattato, con relativi schemi di verifica e valutazione.

VANTAGGI DELL’ATTIVITA’ MOTORIA E SPORTIVA

Per un disabile la pratica regolare dell’attività sportiva riveste i vantaggi rispetto a:

  • Sfera cognitiva: migliore conoscenza del proprio corpo, dello spazio, del tempo e della velocità;
  • Sfera fisica: incremento della forza muscolare, della capacità di equilibrio, della cinestesia e di coordinazione motoria grazie alle ripetizioni consapevoli e finalizzate degli atti motori;
  • Sfera sportiva: acquisizione delle conoscenze tecniche delle varie discipline sportive, regolamenti e confronti in gara;
  • Sfera psicologica: la pratica sportiva produce uno stato di soddisfazione generale, favorisce la disciplina e l’allenamento che di conseguenza portano al contenimento degli stati emotivi, incrementando la capacità di autocontrollo;
  • Sfera socio-educativa: possibilità di aumentare la propria autonomia. Il soggetto è stimolato alla produzione di atti volontari e finalizzati.

Autore: SALVATORE SCIUSCO

Parte Uno: IL DISABILE NELLO SPORT – Un mondo sconosciuto…

Si fa notare che rispetto ad un soggetto con ritardo mentale si assisterà ad una maggior compromissione dei due piani cognitivo e psicologico.