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Il modello prestativo della F1: elementi fondamentali della disciplina?? (Parte Due)

Nel precedente articolo, Il modello prestativo della F1, cosa cambia con gli altri sport?? (Parte Uno), ci siamo soffermati in particolar modo sulla differenza tra questa disciplina e quelle che non prevedono l’autovettura. Oggi ci soffermeremo su specifici elementi della Formula 1 e come si allenano i piloti per prepararsi alle gare che durano quasi due ore.

Gli elementi fondamentali di influenza nel modello prestativo del pilota sono:

  1. ELEVATE VELOCITA’;
  2. QUALITA’ DI MULTITASKING ALLA GUIDA;
  3. PRESTAZIONE LUNGA E CONTINUATIVA;
  4. CARICO ELEVATO DI ACCELERAZIONI GRAVITAZIONALI;
  5. STRESS PSICOLOGICO

 

Analizzando questi elementi distintivi del modello prestativo di un pilota di Formula 1 permette di creare un protocollo di allenamento specifico adatto anche alla prevenzione di molteplici infortuni.

L’allenamento in palestra può dare l’impressione di discostarsi dal modello prestativo della specialità, ma in realtà le serve da supporto. Senza di esso, in tempi più o meno lunghi, la qualità della prestazione potrebbe appiattirsi, esso rappresenta la struttura di base di tutto l’allenamento (infatti ci si allena in palestra con sovraccarichi mediamente 4/5 volte alla settimana variando i tipi di contrazione muscolare, oppure impostando sedute di Circuit-Trainin a corpo libero).

 L’allenamento auxotonico per potenziare ed allungare la muscolatura del collo e del tratto cervicale della colonna è un’ottima training strategy che cerca di riprodurre lo stesso tipo di carico presente durante la guida di una monoposto. L’allenamento muscolare, in ogni caso, deve essere sempre impostato alla ricerca di un’ottimale condizione di forza resistente piuttosto che di forza massimale; in questo modo si eviterà un’eccessiva ipertrofia muscolare che andrebbe a discapito dell’abitabilità nelle strette dimensioni dell’abitacolo di una Formula 1.

Un altro aspetto fondamentale della preparazione concerne, oltre il miglioramento delle qualità muscolari, anche lo sviluppo delle qualità organiche, come la resistenza aerobica e l’incremento delle capacità di potenza aerobica e quindi la funzionalità del sistema cardiovascolare. Altro aspetto fondametale da tenere in considerazione nel protocollo di allenamento è lo stress termico e riduzione della capacita’ aerobica a causa dei quali i piloti  durante le gare  vanno  incontro a  disidratazione,  con  ripercussioni  gravi sulle  funzioni  cardiovascolari  e,  quindi,  sulle  prestazioni  fisiche e  mentali.

La disidratazione acuta  riduce l’assorbimento  massimale di  ossigeno; inoltre, maggiore è la perdita di liquidi, maggiore è la riduzione della capacità aerobica. Una perdita d’acqua corporea pari al 4% del peso totale corporeo  si traduce in una perdita  del  20-30% della capacità di lavoro fisico. Se già  questo appare  significativo,  risulta evidente che in alcuni tracciati sopratutto in sud America si rischia di perdere 1 litro d’acqua l’ora.

 

Autore: DONATO RISOLA

Parte Uno: Automobilismo sportivo

Parte Due: Il Modello prestativo della F1, cosa cambia con gli altri sport?