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Perché rapportare l’idrokinesiterapia al mondo dell’automobilismo sportivo?

Come molti altri sport l’automobilismo sportivo principalmente legato a vetture monoposto a volte non è cosi considerato come dovrebbe perché considerato privo di vera “attività motoria” ( gli infortuni legati a questa pratica sportiva sono rari ma spesso gravi).

 Le attività riabilitative legate a questo sport sono principalmente in palestra ma sono in via di sviluppo anche attività riabilitative in acqua.

Le principali attività di recupero nell’ambito automobilistico sono legate a tre elementi:

  1. Controllo del proprio corpo (fondamentale per un pilota)
  2. Postura ed equilibrio (muscoli del core essenziali in un pilota)
  3. Rafforzare articolazioni e ossa (il pilota obbliga le proprie articolazioni a sopportare forze anche molto superiori a quella di gravità)

 

Ciò che rende realmente innovativa la riabilitazione in acqua è la tempistica infatti statisticamente un recupero in acqua può essere più veloce del 15 % rispetto alla classica palestra. Tempistica legata al calendario molto frenetico della f1. La grande quantità di viaggi spesso transoceanici stressa il pilota e di solito non gli permettere di recuperare al 100% da eventuali acciacchi. Proprio per questo una corretta attivazione muscolare per i piloti può essere vincete. In acqua, infatti, rimangono attivati i recettori posizione-dipendenti, mentre vengono disattivati quelli carico-dipendenti. Dopo pochi minuti che i propriocettori carico-dipendenti non vengono stimolati, incomincia la riduzione fisiologica del tono muscolare.

 

Ad essere seriamente a rischio all’interno di una monoposto di Formula 1 è il rachide che viene sottoposto ad una serie di sollecitazioni meccaniche creando una serie di conseguenze infiammatorie che bloccano il pilota. Quando il corpo umano è in posizione eretta, gìi arti inferiori, soprattutto se flessi, riescono a fungere da ammortizzatori per quasi tutte quelle sollecitazioni che si trasmettono in direzione “piedi- testa”, cioè in senso longitudinale all’asse corporeo.  Al contrario, quando siamo seduti, le gambe non possono ricoprire il ruolo di ammortizzatori. Saranno quindi tutte le altre strutture corporee, glutei, addome e colonna vertebrale, ad assorbire le sollecitazioni verticali derivate dalle vibrazioni della macchina e dai sobbalzi improvvisi che questa compie durante la gara. Questo comporta un grosso sovraccarico per le strutture della colonna vertebrale, che può essere in parte alleviato, se la muscolatura adibita al sostegno del rachide è tonica e funzionale.

Come può l’acqua fungere da mezzo riabilitativo per problematiche relative alla colonna vertebrale?

 

  1. frequenza del passo ridotta;
  2. tempo d’appoggio più lungo;
  3. maggiore attivazione del grande gluteo;
  4. maggiore attivazione del bicipite femorale;
  5. aumenta l’attività di erector spinae e rectus femoris;
  6. La stabilizzazione del centro di gravità in acqua è più difficoltosa che sulla terra;
  7. Il cammino in acqua cambia completamente la coordinazione dell’intera catena cinetica.

AUTORE: Donato Risola

Parte Uno: Automobilismo sportivo

Parte Due: Il Modello prestativo della F1, cosa cambia con gli altri sport?

Parte Tre: Il modello prestativo della Formula 1 (Parte due)

Parte Quattro:Il Principio di Archimede

Parte Cinque: Infortuni legati alla pericolosità degli sport automobilistici e riabilitazione in acqua