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Metabolismi energetici: quali sono?

Durante una contrazione muscolare o una qualsiasi attività fisica, il nostro organismo ha bisogno di energia per compiere anche il più semplice movimento. Per produrre energia si parla di metabolismi energetici. Al plurale? Sì, perché a seconda del tipo di attività che andremo a fare, cambia il sistema.

In questo articolo faremo una breve conoscenza di tutto ciò che riguarda questo mondo, successivamente, specificheremo al meglio ogni punto. Si parte da una molecola, che è la fonte principale d’energia nel nostro corpo: l’adenosina trifosfato, semplicemente conosciuta come ATP, appunto formata dal ribosio, una molecola di zucchero detta adenina e tre gruppi di fosfato. Quando si viene a scindere una molecola di fosfato (più uno ione di idrogeno), si viene a creare energia. L’ATP si trasforma in ADP (adenosina di-fosfato). Quest’ultimo, nei mitocondri e nel citoplasma, viene riconvertito nuovamente in ATP, in modo tale da poter liberare nuovamente energia.

Tutti i metabolismi hanno come molecola energetica finale l’ATP, il problema è che questo è limitato nei nostri muscoli, quindi, a seconda della velocità del sistema di ricomporre la molecola di adenintrifosfato, si vengono ad utilizzare altri “carburanti” per produrre energia e queste derivano da: carboidrati, fosfocreatina, lipidi e proteine.

I metabolismi sono, principalmente, tre:

  • Metabolismo o sistema aerobico: come si può intuire facilmente dalla parola, qui si ha l’ossigeno come carburante, mentre i grassi come combustibili principali, insieme ai caroboidrati. (All’aumentare dell’intensità, viene utilizzato più il secondo rispetto al primo e viceversa se l’intensità si abbassa). Essendo i mitocondri gli organelli cellulari principali per le attività aerobiche, come detto nelle righe precedenti, ci sarà una risintesi di ATP molto veloce che impedisce l’utilizzo di altre forme di energia. Tutte le attività che superano i quattro minuti sono considerate aerobiche miste o totalmente aerobiche. Ovviamente sono attività che non permettono uno sforzo molto alto, altrimenti sarebbe impossibile farle durare tutto questo tempo;
  • Metabolismo o sistema anaerobico alattacido: in questo caso oltre all’ATP, avremo anche la fosfocreatina (CP). Nei nostri muscoli c’è una buona quantità di creatina che, a riposo, si va ad unire con una molecola di fosfato. Questo è un processo di fondamentale importanza, perché essendoci uno sforzo maggiore rispetto al sistema aerobico, ad un certo punto vengono a mancare le molecole di ATP, portando così al termine l’energia. Ma la fosfocreatina dona all’ADP creatasi, la molecola di fosfato necessaria per produrre nuovamente ATP e quindi concedere al muscolo altra energia. La CP ha però vita breve, infatti non dura più di 4-5 secondi la sua attività di “assistenza”. Quindi è un metabolismo utilizzato per sforzi alti, ma di breve durata. Nonostante ciò, come si capisce dal nome, non vi è ancora produzione di acido lattico. Ottima velocità di ristoro di ATP. Infatti al termine dell’attività dopo pochi secondi la creatina viene rifosforilata;
  • Metabolismo o sistema anaerobico lattacido: anche qui non vi è ossigeno, ma oltre all’ATP, avremo il lattato! Nonostante si pensi che il lattato sia un prodotto di scarto, in realtà questo viene trasformato in glucosio e poi accumulato come glicogeno e verrà quindi successivamente utilizzato sotto forma di energia! Inizialmente, dopo sforzi elevatissimi, in mancanza di di glucosio e con la fine delle scorte di ATP, si viene ad accumulare acido lattico nel sangue che impedisce la contrazione. Questo però viene smaltito massimo venti minuti dopo dalla fine dell’allenamento. I dolori che si percepiscono il giorno dopo, non sono dovuti dall’AL, ma dai DOMS, rotture delle fibre muscolari. Il ristoro dell’energia dipende, come anche nei casi precedenti, dalla capacità dell’individuo di trasformare l’acido lattico in glucosio (Ciclo di Cori): più una persona allenata, più veloce sarà questo procedimento.

Ovviamente ogni disciplina sportiva può utilizzare principalmente un tipo di metabolismo ma, in media, vengono utilizzati tutti e tre a seconda del momento della gara.